Impiantistica di edificio: Rame e fibra due tecnologie a confronto.

13/6/2019 12:11:06
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Impiantistica di edificio: Rame e fibra due tecnologie a confronto.

La grande rete digitale pervade le nostre città che possono così diventare “smart city” ma deve propagarsi negli edifici: come si evolve l’impianto di “comunicazione digitale” nell’edificio “smart”



Vivere (e lavorare) oggi nella “gigabayte society” significa poter accedere alla comunicazione digitale che viaggia su una sola rete ramificata in qualsiasi angolo del nostro pianeta e non solo!

Talvolta, questa “unica rete” deve essere capace di trasportare una mole infinita di dati (ultra larga banda), altre volte meno dati ma trasferiti in modo molto veloce (bassa latenza), talaltra consentire utilizzo di tantissimi apparati collegati tra loro, molto semplici con bassissimo consumo energetico. Una rete che quindi deve essere “adattiva” diciamo “camaleontica” a seconda della particolare prestazione richiesta ma comunque “unica”.

Questo è il grande vantaggio del cosiddetto “digitale”

La grande rete pervade poi le nostre città che possono così diventare “smart city” con tantissimi servizi digitali attivi che regolano la vita cittadina. Ma una città altro non è che un insieme di edifici piccoli,  grandi, molto grandi: la rete unica deve propagarsi all’interno degli edifici stessi, senza perdere la propria caratteristica di essere digitale, unica, con grande efficienza di trasporto e “camaleontica”.

Ecco quindi l’unico impianto di comunicazione “digitale” per l’edificio.

Questa rete unica porta poi il vantaggio di una evidente “semplificazione impiantistica”: intanto perché è unica e quindi una volta realizzata non si presentano necessità di passaggi di una moltitudine di altri cavi, tutta passiva e quindi con grande risparmio energetico e non necessità di cavedi, canalizzazioni di ampiezza infinita.

L’efficienza di trasporto è poi garantita dal “cavo ottico” con grande capacità di banda, con pochissimo ingombro fisico, insensibile alle interferenze elettromagnetiche, di facile utilizzo con connettorizzazione molto semplice.

Tale rete ha poi, se ben progettata, la caratteristica di essere “aperta” rispetto agli operatori di rete, ai fornitori di servizi, al trasporto di applicazioni locali di edificio, aperta alla tipologia o brand di apparati, che potrà veicolare, in tempi diversi, nuovi servizi senza nessuna necessità di modifica.

Se poi la singola soluzione tecnica utile al singolo edificio può ispirarsi ad un “modello di impianto di riferimento”, trova una univocità di proposta sul mercato che ne aumenta ulteriormente il valore economico del piccolo investimento richiesto.

Ecletticalab propone il modello “eDotto” quale ispirazione per progettare l’unico impianto “multiservizio” che risponde alle particolari esigenze del singolo edificio e che risponde alla normativa tecnica utile a questa applicazione.

 

Quale approccio dovrà allora avere il progettista o installatore quando è chiamato dal condominio a realizzare o ristrutturare qualsiasi tipologia di impianto in tecnologia tradizionale in rame o parzialmente in cavo ottico “mono fibra”?

Nel caso di nuovi edifici deve utilizzare obbligatoriamente il cavo ottico “multifibra” secondo quanto normato per il cosiddetto “impianto multiservizio”.

Ma oltre il 90% degli interventi riguarda ristrutturazioni di impianti singoli (impianto TV, videocitofono, videosorveglianza, sicurezza, controllo energetico, automazione, …)

Quando ci troviamo a proporre un nuovo impianto o il rifacimento o ristrutturazione di uno esistente (TV, vidocitofono, …) l’utente si aspetta almeno una doppia soluzione: in tecnologia tradizionale (rame) con un impianto dedicato ad un solo servizio, ma affiancata dalla proposta di una soluzione in tecnologia innovativa di tipo passivo, unica anche per altri servizi che dovranno rinnovarsi o aggiungersi nel tempo.

Oltre il 90% dei casi di ristrutturazione la scelta dell’utente cade sulla soluzione innovativa perché più economica, unica, aperta, più efficiente e meno invasiva (pensiamo alle possibilità di alloggiamento cavi all’interno di vecchi edifici).

Negli edifici utilizzati per attività commerciali, di produzione, o di accoglienza e turistici sicuramente si richiede prima di tutto la rete LAN. Anche per essa vale la stessa logica: realizzo la classica rete in rame con apparati attivi distribuiti nei vari nodi della rete o la rete la strutturo in maniera “passiva” tutta su cavo ottico fino alla scrivania? Anche in questo caso una unica rete ottica “Passiva” sostituisce la rete LAN tradizionale con apparati attivi solo agli estremi della rete (nel data center e poi piccoli modem terminali di “scrivania”) una rete meno costosa, più performante come trasporto, meno “energivora” con una struttura fisica molto semplice e poco invadente.

“Semplificare” ed “efficientare” due regole imprescindibili nell’impiantistica che oggi il progettista o installatore deve saper proporre ai propri committenti.

Misconoscere questa logica non aiuta sicuramente l’apprezzamento della professionalità da parte del committente e quindi non aiuta sicuramente il lavoro del tecnico.